Incontro–Dibattito: “Mafia o Stato a chi il potere…?”

anche a voler soltanto dare ascolto ai segnali, per così dire di origine tecnica, come il rapporto semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, non possiamo nascondere il dato che ne risulta: il panorama della criminalità organizzata in Italia appare in continuo e costante mutamento, le mafie storiche si ristrutturano e si conformano alla realtà che cambia.

Queste mutazioni sono ciò che permette alle mafie di mantenere un controllo non soltanto militare ma anche culturale e sociale del territorio. Si può comprendere allora, quanto sia importante una risposta che prefiguri nuovi modelli di comportamento, che educhi alla legalità, che suggerisca a chi ha responsabilità amministrative e politiche l’impegno per la costruzione di opportunità, per la realizzazione di uno sfruttamento sostenibile del territorio.

Per questo siamo grati a quanti oggi hanno reso possibile questo incontro-dibattito. Siamo grati al comune di Motta San Giovanni e al suo sindaco, Giovanni Verduci, che lo hanno accolto anche attraverso una partecipazione attiva; al Coordinamento Riferimenti che l’ha organizzato e proposto; a tutti i relatori che lo animeranno con le loro esperienze e le loro storie; a tutti quanti coloro che a diverso titolo vi parteciperanno, che si faranno cogliere dagli spunti e dalle idee che qui verranno espresse, che proporranno delle questioni, che daranno insomma ai temi di questo dibattito una diffusione nella gente e nel territorio.

Non è questo un fatto di poco conto. Non lo è in considerazione del dominio culturale del quale sono capaci le mafie, ma non lo è anche in considerazione della specifica situazione calabrese, dove la ‘Ndrangheta prosegue l’attività finalizzata a rendere la sua struttura sempre meno permeabile e a perseguire obiettivi criminali con modalità particolarmente aggressive, Sono molte, ormai, le fonti che indicano nella ‘ndrangheta una struttura che ha raggiunto livelli di pericolosità, di organizzazione, di radicamento sul territorio, di capacità di generare enormi ricchezze illegali, in modo uguale se non addirittura superiore alla mafia siciliana.

Ciò che questo incontro realizza, dunque, per l’impegno degli organizzatori e per lo spessore dei relatori, è la pronuncia di una risposta, a voce chiara e ferma, che è possibile una alternativa alle mafie, che questa alternativa – per noi società civile – passa attraverso iniziative di sviluppo dell’educazione alla legalità, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla democrazia, il monitoraggio e l’informazione sull’attività parlamentare riguardante la lotta alle mafie, la partecipazione a dibattiti, a congressi ed eventi promossi dalle scuole, dalle associazioni. Passa attraverso il coinvolgimento dei più giovani, soprattutto quelli con situazioni complesse e di debolezza, di difficoltà familiari, elementi che possono più facilmente portare ad un pericoloso avvicinamento alle cosche che, proprio nei settori di disagio e di privazione trovano serbatoi di reclutamento.

La pronuncia di questa risposta decisa, di questa voce di opposizione alle mafie e ciò che Libera ha riconosciuto come sua azione principale e motivo d’essere. Oggi dunque, sentiamo realizzarsi un pezzo di quest’azione di Libera, portata avanti con fatica ma anche con costanza; per questo ve ne siamo ancora di più grati e vi auguriamo di saper fare tesoro di questa occasione.