Insediato il consiglio comunale – Giuramento del sindaco Verduci – Approvati gli indirizzi generali di governo

Non hanno fumato il calumet della pace, non sono andati oltre i convenevoli di rito, ma non hanno soffiato nemmeno venti di guerra a Palazzo Alecce tra il sindaco Giovanni Verduci ed il capo della minoranza Nino Mallamaci, nel giorno dell’insediamento del consiglio comunale dopo le elezioni del 26/27 maggio, mandando delusi quanti, dopo una campagna elettorale cruda, dura e dai toni accesi e che ha rischiato di compromettere anche rapporti personali e familiari, si aspettavano bagarre, caduta di stile e, forse, rifugio nel pettegolezzo e nella polemica. Giovanni Verduci e Nino Mallamaci, dall’alto della loro maturata esperienza politica ed amministrativa prima e perché nelle loro vene scorre genuino sangue motticiano dopo (ndr tra i mottesi è proverbiale ed alto il senso della solidarietà, della capacità di ritrovarsi e di ricompattarsi in presenza di eventi gravi, nei momenti difficili, nei stati di bisogno e quando si deve operare per il bene comune), hanno usato il fioretto più che la spada, facendo intendere che, pur nel rispetto dei ruoli e senza rinunciare ai propri progetti e programmi, la collaborazione “nell’interesse supremo della cittadinanza” non è un’utopia, raccogliendo consenso tra tutti i presenti e aprendo nuovi spiragli per il futuro.

I lavori consiliari, svoltisi alla presenza di un pubblico numerosissimo ed attento (tra gli altri anche il consigliere regionale Franco Fortugno) sono stati presieduti dal consigliere anziano Santo Crea(successivamente spetterà al presidente eletto) che, dopo aver rivolto un saluto ed un augurio di buon lavoro ai consiglieri ed un ringraziamento, per il lavoro svolto nella passata legislatura, a quei consiglieri uscenti che non hanno riproposto la candidatura o che non sono stati eletti, ha affermato che fa bene al cuore vedere tanta gente, auspicando che il consiglio lavori in armonia per portare avanti le istanze dei cittadini.

In apertura dei lavori, Nino Mallamaci ha chiesto di intervenire in relazione alla formulazione dell’ordine del giorno mancante, a suo dire, dei punti relativi alla comunicazione da parte del sindaco sulla composizione della giunta comunale ed all’elezione del presidente del consiglio, anche se – ha sottolineato -per quanto riguarda il gruppo di minoranza, ritenendo di non dover perdere tempo in cavilli procedurali, siamo pronti ad andare avanti.

Di comune accordo, si è deciso di passare prima all’esame delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri che, non essendo stata sollevata alcuna eccezione, sono stati dichiarati tutti eleggibili.

Dopo un intervento circa la validità e la legittimità della seduta da parte del segretario capo dr. Pietro Emilio, il sindaco Verduci, indossata la fascia tricolore, ha pronunciato davanti al consiglio il previsto giuramento.

Malgrado siede a Palazzo Alecce da oltre diciotto anni (già da ragazzino ragazzo studiava da sindaco e poi ha ricoperto notevoli incarichi istituzionali ed insieme a Mimmo Chilà è il veterano del consiglio), nel pronunciare le impegnative parole del giuramento ha manifestato un certa emozione, subito dopo cancellata da un forte e prolungato applauso del pubblico e del consiglio tutto.

Il sindaco ha esposto, poi, gli indirizzi generali di governo, che sono quelli presentati all’atto della presentazione della lista dei candidati e che la stragrande maggioranza dell’elettorato ha apprezzato ed approvato beneficiandolo del 66% dei voti.

Dopo aver rivendicato il lavoro fatto precedentemente ed affermato che spetterà al consiglio tutto il compito di imprimere una svolta alla crescita socio- economica del territorio, ha elencato il programma amministrativo che tocca tutti i settori.

Ci sforzeremo – ha detto – di tenere sempre aperto con la società civile un canale di comunicazione preferenziale, per non trovarci mai impreparati o fuori tempo, per recepire con immediatezza le istanze che giungono dalle borgate interne o dalla marina. Lavoreremo con la gente e per la gente, senza distinzione alcuna e senza mai guardare colori politici e/o appartenenze e, quindi con massima trasparenza ed onestà, ispirandoci profondamente ai principi della solidarietà e della democrazia, per rilanciare Motta alla guida del comprensorio del basso ionio reggino.

Presteremo quotidianamente massima attenzione – ha continuato – affinché la ruggine dei fenomeni criminali e delinquenziali di ogni genere possa non intaccare e ledere la nostra comunità ed il nostro territorio. Per questo seguiremo ad essere vicini a tutte le Forze dell’Ordine, a cui va il nostro incondizionato ringraziamento per le continue lotte contro la criminalità organizzata.

Impronteremo la nostra azione amministrativa – ha ribadito – cercando di non rimanere mai isolati dalle altre realtà e noi vicine, creando momenti di integrazione amministrativa, allo scopo di offrire ai giovani, con le opportunità che la legge consente, la possibilità di entrare nel mondo del lavoro, rispondendo concretamente alle sempre più drammatiche istanze occupazionali.

A tutti i consiglieri eletti in altra lista (Progresso e Tradizione) – ha aggiunto – che come noi rappresentano le istanze della popolazione mottese, chiediamo un sincero, leale e corretto confronto, per portare la nostra comunità verso orizzonti migliori con l’auspicio che, accantonato il surriscaldato clima della campagna elettorale, insieme si inizi a lavorare per rendere migliore il tenore di vita della nostra gente. Il sacrificio di tutti i mottesi, che hanno dato il meglio della loro vita per rendere migliore la nostra comunità, l’amore, l’umiltà, la fierezza ed il duro lavoro dei nostri padri – ha concluso – sarà la guida e l’esempio a cui tenderemo sempre nella nostra quotidiana azione politica..

Sulla relazione del sindaco è intervenuto, poi, Nino Mallamaci che, in riferimento ad un pettegolezzo circolato in questi giorni, ha precisato che nutre grande stima e conserva infinito riconoscimento nei confronti della benemerita categoria dei minatori, tra i quali il suo defunto padre Benedetto Mallamaci ebbe tanti amici ed estimatori e per i quali si prodigò per il raggiungimento di conquiste sociali ed economiche e la cui memoria volle tramandare ai posteri con l’erezione del monumento “Al Minatore”.

Registro che, chiusa la campagna elettorale, si continua a spargere veleno – ha detto – mentre dovremmo pensare invece alle cose da fare in un clima di collaborazione, anche se il giudizio sull’amministrazione rimane intatto e sempre nel rispetto delle proprie posizioni, e mettere la parola fine a delle stupidaggini che non fanno bene ai mottesi. In campagna elettorale, anche con toni aspri, abbiamo spinto su un tema che ci stava molto a cuore e che dovrebbe vedere la politica primeggiare ed assumersi le sue responsabilità e prerogative nei confronti dell’apparato burocratico e, perciò, apprezziamo il sindaco quando divide e distingue i ruoli.

Vogliamo – ha continuato -essere considerata minoranza e non opposizione preconcetta, in quanto in noi c’è la volontà di confrontarsi, di dialogare, di lavorare, sempre se messi nelle condizioni di operare e, a tal fine, chiediamo di poter avere la disponibilità di una stanza con relative attrezzature.

Il risultato elettorale – ha aggiunto – senza infingimenti, non ci ha premiati, ma vogliamo essere rispettati e che venga riconosciuto il ruolo che i cittadini ci hanno assegnato, premiando la coerenza che in questi anni ha avuto Nato Pedà, mentre assistiamo all’appiattimento ed all’impoverimento della politica .Per quanto riguarda il programma enunciato, ricalca quello del 1997, che non è stato realizzato per l’80%

Bisogna pensare in grande, avere idee forti ed avviare processi di sviluppo – ha concluso – e noi siamo impegnati a presentare in consiglio quelle che sono i nostri programmi ed i nostri progetti, che vedono quali principali protagonisti i cittadini.

Nessuna novità nella composizione dei gruppi consiliari, che restano così come sono scaturiti dalla consultazione elettorale. Quello di maggioranza conta su undici consiglieri più il sindaco Verduci, mentre quello di minoranza su cinque consiglieri, compreso il candidato a sindaco Nino Mallamaci. Capogruppo di maggioranza, in via temporanea è stato detto, è l’avvocato Giuseppe Minniti, mentre per la minoranza è il dr Nino Mallamaci. Minniti, nel ribadire che la precedente amministrazione ha realizzato più dell’80% del programma, ha assicurato il rispetto delle regole all’interno del consiglio e, con riferimento alla dichiarata disponibilità al dialogo ed al confronto, ha dichiarato di apprezzare le affermazioni di Nino Mallamaci nella speranza – ha detto – che non restino solo belle parole e che si vada effettivamente ad una reale e costruttiva collaborazione