Lettera aperta ai candidati del mio Comune, alle elezioni amministrative del 27 maggio 2002

Gentili Signori candidati, 
nel recente passato, ho avuto modo di scrivere una lettera ad uno di Voi, per l’amicizia personale e la stima che mi legava e mi lega a lui . Ho voluto invece con questa mia,rivolgermi a tutti voi perché mi sembra importante, come cittadino di questo Comune, ribadire l’importanza di due concetti per me fondamentali che i vostri futuri programmi dovrebbero sostenere maggiormente senza che poi tutto ciò rimanga solo sulla carta. Certo, è importante stabilire quali devono essere le “priorità” ( viabilità; rifacimento impianti idrici; ecc) ma, è altrettanto importante, parlare di speranze, di opportunità di crescita per i giovani. Mi riferisco all’importanza di una politica vera verso i giovani, gli anziani, i portatori di handicap, alle problematiche giovanili, all’importanza della legalità come fiducia in una società retta da regole che insieme, dovranno diventare una peculiarità ed una realtà per il nostro territorio. 
Ritengo innanzitutto che non esistano “isole felici”. La moderna criminalità è presente dappertutto, seppure con forme diverse, a seconda delle tradizioni, degli ambienti economici, del tipo di affari.

Credo in una Politica con il compito di costruire progetti di governo per il territorio, ascoltando i cittadini e osservando i mutamenti sociali, guidata sempre dall’etica della responsabilità; sono convinto che la Politica debba conoscere il vizio dell’onestà e non possa scordare l’etica, la morale, la coerenza. Gli amministratori devono quindi governare per costruire politiche di aggregazione, per costruire città da “abitare”, che non isolano; dove i bambini, gli anziani, le donne e gli uomini, mettono insieme memoria, sogni, pensiero e futuro.

Desidero che, chi assume cariche pubbliche, debba fare della trasparenza e della correttezza amministrativa, il suo unico metodo di lavoro rifiutando ogni rapporto con elementi sospetti ed ogni ambiguità, chi assume un impegno politico lo deve vivere come servizio senza ridurlo ad una riaffermazione generica di principi o di dichiarazione di buone intenzioni.
Desidero che vengano da tutti voi avviati percorsi che vanno dall’efficienza ed accessibilità dei servizi contro l’emarginazione alla riconsiderazione delle politiche di sviluppo urbanistico, della riqualificazione ambientale, dello sviluppo economico e sociale del territorio anche e soprattutto mediante la ricerca nel mondo del non profit. Ritengo che la rimozione del radicamento delle forme e della “mentalità “ mafiosa sia la premessa per la promozione nel territorio di una libera cultura imprenditoriale . Desidero amministratori con tanta voglia di ascoltare ed essere vicini ai cittadini, a quei tanti cittadini onesti che rispettano le istituzioni e che sapranno isolare coloro i quali hanno tratto dalla pratica clientelare, la forza per strappare e rubare il consenso Il Welfare di questo nostro Comune ha bisogno della partecipazione dei cittadini, di quei cittadini che nonostante tutto vogliono e desiderano contribuire alla creazione di questo welfare. Credo che sia perciò necessario da parte di tutti voi iniziare e proseguire innanzitutto nella lettura dei bisogni della nostra collettività, nella proposizione di nuove modalità di gestione della cosa pubblica. Il cittadino dovrà essere al “centro” di questo progetto ma soprattutto, non dovrà essere solo un utente o soggetto passivo. Ritengo che la capacità di collegare le politiche sociali e socio-assistenziali ai problemi del territorio possa contribuire a diffondere i valori della solidarietà, di coesione sociale, di partecipazione e di appartenenza alla Comunità, alla nostra Comunità. La diffusione e la più ampia condivisione di questi valori sono, secondo me, la condizione necessaria perché ogni azione possa essere poi, comunque mirata, a difendere i più deboli.