Category Archives: Leggende

Sul nome del Paese

Intorno al 1500 feroci bande di turchi assalirono spesso Motta. Gli abitanti si difendevano lanciando acqua ed olio bollente dalle mura della fortificazione. La sconfitta definitiva dei turchi fu dovuta ad un cavaliere di nome Giovanni che combatté strenuamente per difendere il paese. Per gli abitanti quel cavaliere non poteva che essere un Santo (San Giovanni) e dunque chiamarono il paese Motta San Giovanni.

Una famiglia rapita

Il cavaliere Giovanni in una battaglia lasciò in vita solo due saraceni uno con un solo braccio e l’altro con una sola gamba allo scopo di far capire al Sultano che non si poteva sconfiggere Motta. Allora il Sultano impaurito, per desiderio del prode cavaliere, rilasciò una famiglia composta da padre, madre e sette figli che era stata rapita in una precedente scorreria. La donna quando fu liberata disse ai turchi che minacciavano di riprenderla: “‘on mi pigghiati chiù,ora mindivaiu mi staiu chiù supra dundi cantunu i cucchi”, che significa: “non mi prenderete più, ora andrò a stare più in alto di dove si sentono cantare i gufi”.

La distruzione di Santo Niceto

Santo Niceto era stata circondata dagli eserciti alleati dei Reggini, di Motta dei Mori e di Motta Sant’Agata, ma i nemici non riuscivano a irrompere all’interno della fortezza.

Dopo due anni gli avversari ebbero il sopravvento grazie ad uno stratagemma. Infatti, un soldato nemico, di nome Gabbadio, si travestì da frate e, con la scusa di dover portare l’Estrema Unzione ad un nicetino ammalato, si fece aprire le porte e si introdusse nel castello mentre infuriava una violenta tempesta.

Calata la notte i nicetini allentarono la guardia ed il finto frate ne approfittò per aprire le porte e far entrare nel castello i suoi compagni che fecero una strage.

Solamente pochi abitanti del castello riuscirono a scappare, grazie ad un passaggio segreto che portava dove oggi sorge il rione Suso.