Rapporto giovani e politica

Vi invio questo articolo tratto dalla rubrica Il lettore segnala de IL Quotidiano del 10.2.2002 a firma di Domenico Cassano , con preghiera di pubblicazione sul Forum e,  in parte da me condiviso nella mia lettera Cari amici del Forum e, soprattutto oggi, nella parte finale, quando si parla di rifiuto nel fare politica da parte dei giovani ( io mi ritengo tale!).Credo comunque che quella mia lettera e questo articolo possano in parte dare delle risposte a usketto soprattutto quando parla d’impegno  o quando Tex parla di scomparsi o di fare politica con dei Forum all’aperto. Alcuni professionisti sono scomparsi perchè delusi dal modo di fare, altre a mio parere, perchè avevano raggiunto i loro scopi!

Domenico Cilione

Rapporto giovani e politica

Ritengo interessante analizzare il rapporto attuale delle nuove generazioni con la politica. Da alcuni anni in Italia si assiste ad un dinamismo interessante che caratterizza l’atteggiamento dei giovani con la politica. Ne è conferma il fatto che il tipico desiderio di protagonismo dei giovani degli scenari politici degli anni 70 che spesso si esprimevano sul piano di una militanza attiva, sembra essere oggi scomparso. Che l’impegno dei giovani in tale settore sia in forte ribasso sembra ormai una affermazione ormai scontata, tuttavia il brusco passaggio dal protagonismo di massa degli anni passati al cosidetto riflusso nel privato rappresenta un fenomeno non del tutto compreso. Non si può non osservare che il mondo politico sia attraversato trasversalemnte da una profonda crisi di credibilità sicuramente non solo tra i giovani. Alla crisi di  rappresentatività e di credibilità dei partiti politici e dei suoi uomini migliori è affincata una graduale escalation della violenza mafiosa. Tali processi risultano così intrecciati tra loro da rendere difficile l’identificazione di quanto l’uno sia causa dell’altro e viceversa. Appare lecito domandarsi quale peso abbiano avuto queste realtà nel determinare anche tra i giovani un calo significativo di attenzione e di  partecipazione alle vicende politiche locali. Si configura pertanto interessante scoprire se il rifiuto verso la politica sia da attribuire alle conseguenze negative che questa ha comportato sulla vita dei cittadini oppure se tale atteggiamento sia da accreditare ad una diffidenza generale dei giovani nei confronti delle istituzioni. Prevale quindi l’indifferenza verso i partiti politici che aumenta pian piano che ci si sposta verso i ceti sociali inferiori. Per certi versi la distribuzione di coloro che sono indifferenti alla politica e quelli che invece  la rifiutano appare speculare. Sembrerebbe che il fronte dell’indifferenza raccolga dei soggetti sempre distanti dalla politica e ci tengono a restare tali. Il versante del rifiuto potrebbe essere composto da soggetti che avevano in qualche modo espresso un interesse in tal senso ma che in seguito ad esperienze deludenti se ne sono allontanati sviluppando per reazione un atteggiamento di rifiuto”